Il RePIM muove dal convincimento che nella composizione vocale
profana dei secoli XVI-XVII la componente poetica ha un’importanza strutturale
ed artistica pari a quella del discorso musicale, ai fini della comprensione
storica e critica dell’opera d’arte. Com’è noto le fonti musicali di musica
profana non dichiarano – salvo rari casi – la paternità del testo letterario
intonato; pertanto l’identità del poeta va ricercata collazionando con le fonti
musicali la copiosa messe di raccolte di rime coeve, manoscritte e a stampa. Il
RePIM scaturisce da questa elementare necessità scientifica: identificare il
maggior numero possibile di autori di scritture poetiche utilizzate dai
musicisti nella produzione vocale profana e spirituale dei secoli XVI-XVII
attraverso lo spoglio sistematico dei libri di poesia.
Il RePIM è lo sviluppo,
in forma di banca dati, dell’incipitario della poesia italiana musicata,
concepito alla fine degli anni ’70 da Lorenzo Bianconi e realizzato in forma
cartacea negli anni ’80 dal medesimo in collaborazione con Angelo Pompilio e
Antonio Vassalli. A partire dal 1990 Angelo Pompilio ha approntato una versione
informatizzata dell’archivio e ciò ha comportato la revisione integrale e
capillare del materiale raccolto negli anni ’70-’80 circa le fonti poetiche,
nonché la revisione dei dati descrittivi relativi alle fonti musicali.
Il lavoro di revisione,
anche se a buon punto (cfr. la Nota tecnica), non
è ancora ultimato. Questa condizione di incompleta affidabilità dei dati
presenti in archivio ha finora suggerito una certa cautela nel rendere pubblica
la consultazione dell’archivio. Tuttavia, anche in questa sua forma
‘imperfetta’, il RePIM è risultato in questi anni uno strumento di grande
utilità per gli studiosi del madrigale italiano del Cinque-Seicento che vi
hanno potuto accedere, e in più occasioni la comunità scientifica ha
sollecitato che venga consentita la consultazione pubblica dell’archivio,
nonostante la sua incompletezza. La pagina Web qui realizzata – in una veste
molto semplice – va intesa come un primo tentativo di mettere a disposizione
della comunità scientifica l’archivio, limitatamente ai dati essenziali per una
ricerca sul repertorio della poesia in musica: incipit (versi 1 e 2),
compositore, poeta.